28/06/2010
Contro i tagli indiscriminati alla spesa statale apportati dalle recenti manovre finanziarie che metterebbero a serio rischio numerosi servizi primari per i cittadini ed il mantenimento di alcune nicchie inossidabili di benessere, oggi si è tenuto un incontro indetto dal Coordinamento Regionale delle Autonomie locali (Anci, Upi, Uncem, Aiccre e Lega Autonomie Marche) con parte della rappresentanza marchigiana in Senato ed Parlamento. Un incontro in cui le parti hanno espresso la notevole preoccupazione per le conseguenze che detti tagli avrebbero sulla qualità di vita dei cittadini, una manovra non condivisa che i Senatori ed i Deputati presenti si sono impegnati a contrastare con ogni misura necessaria e possibile
Erano presenti oggi al tavolo di discussione tenutosi presso a sede del Coordinamento delle Autonomie Locali il Presidente Uncem Marche Michele Maiani, Presidente Anci Marche Mario Andreanacci, il Presidente Upi Marche Patrizia Casagrande, il Presidente della Comunità Montana Esino Frasassi Fabrizio Giuliani, il Presidente della Lega delle Autonomie Luca Ceriscioli, il Direttore della Legautonomie Marche Roberto Piccinini, il Vice Presidente Anci Marche Goffredo Bandoni, Bruno Brevetti Segretario AICCRE, Marcello Tedeschi Segretario Anci Marche, Liana Serrani Sindaco di Monte Marciano e le Senatrici Marina Magistrelli e Silvana Amati, i Deputati On. Mario Cavallaro e l’ On. Amedeo Ciccanti ed il Capogruppo nel Consiglio Regionale Marche Maura Malaspina
‘La Finanziaria del 2008 ha imposto alle Regioni un taglio di un terzo al fondo ordinario destinato alle comunità montane –spiega il Presidente Uncem Marche Michele Maiani- e l’ obbligo di introdurre misure di risparmio. Nel 2009, dopo l’ adeguamento della Regione Marche, lo Stato ha posto un ulteriore taglio drastico del 90% fino ad arrivare all’ azzeramento del fondo nel 2010. Lo stesso meccanismo è stato disposto di recente con la manovra Tremonti ai servizi delle Regioni e degli Enti Locali, in settori importanti come quelli relativi alla previdenza, all’ assistenza, al pubblico impiego, alla scuola ed ai trasporti’. In poche parole il taglio al fondo statale per le Comunità Montane comporta ora la possibilità di annullamento di servizi primari come i centri socio educativi per i disabili, il trasporto pubblico sociale, gli interventi per la prevenzione incendi, per la forestazione, per la difesa del suolo, ecc. Senza contare che i mutui accesi per gli investimenti garantiti con fondi statali non saranno onorati come gli stipendi ai dipendenti pubblici. Ed ora è giunto il momento delle proposte e l’ unica soluzione percorribile è quella di una semplificazione istituzionale radicale a tutti i livelli, da definire attraverso un percorso di confronto costruttivo. La Regione è chiamata, tra l’ altro, a dotarsi di una politica per gli Enti Locali, con appropriate misure di razionalizzazione della spesa, iniziando con l’ accorpamento delle Comunità Montane con gli Enti Parco, gli ambiti sociali, le funzioni comunali che vanno obbligatoriamente gestite in forma associata. ‘Considerando –continua Maiani- come espresso oggi dall’ On. Ciccanti, che i costi della politica su 24 miliardi incidono di un milione di euro, basterebbe per risolvere il nostro problema il solo taglio delle auto blu. Inoltre su 116 miliardi di debito pubblico i comuni incidono un 3%, le Province lo 0,8%, la Regione il 3%, gli Enti Locali il 6,8%, lo Stato il 11,2% e questo non viene toccato andando ad incidere invece su un settore che toglie servizi ai cittadini’.